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La complessità nella formazione del personale ATA


A partire dal Piano di Formazione del personale Ata 2016/17 - derivante dal mutato quadro normativo del nostro sistema di Istruzione e Formazione della L.107/2015- sono stati avviati dalle Amministrazioni una serie di specifici stanziamenti sulle diverse attività formative rivolte al personale suddetto, con l’obiettivo di superare obsoleti schemi di orientamento e addestramento del personale amministrativo, tecnico, ausiliare in una nuova logica di sistema, rivolta a tutto il personale della scuola, finalizzata unitariamente alla condivisione attraverso il miglioramento dell’offerta formativa.

Senza entrare minuziosamente nei diversi passaggi legislativi che hanno accompagnato negli ultimi sei anni l’organizzazione, lo stanziamento e l’affidamento dei fondi preposti a tali ambiti di coinvolgimento sempre maggiore del personale ATA nella vita delle comunità scolastiche ed educanti, con forme e applicazioni diverse, possiamo senz’altro affermare che, a partire dalla nota 30516 del 21 settembre 2015, con il Decreto Dipartimentale 1443 e la Nota Miur prot 40587 del 22-12-2016, fino a quanto sottoscritto in materia di formazione del personale in servizio in sede di approvazione del CCNL del 19-04-2018,si è cercato di coinvolgere ed interessare il personale in oggetto in aree di indirizzo declinate secondo il proprio ruolo e mansionario favorendo l’acquisizione di nuove competenze.

Per il Profilo Collaboratori Scolastici, ad esempio, si è sottolineata l’importanza a realizzare corsi inerenti a: sicurezza nei luoghi di lavoro, anche in relazione agli obblighi formativi previsti dalla normativa vigente; inclusione degli alunni con BES, DSA e disabilità; obblighi normativi per la pubblica amministrazione (es. trasparenza, privacy ecc.).l’accoglienza, la vigilanza e l’inclusione; l’assistenza agli alunni con diverso grado di abilità coerenti con il profilo; la partecipazione alla gestione dell’emergenza e del primo soccorso; le competenze di base in informatica.

Per il Profilo di Assistente Amministrativo: gli obiettivi, gli strumenti e le funzioni dell’autonomia scolastica; i contratti, le procedure amministrativo-contabili e i controlli, le tipologie di assenze; la gestione delle relazioni interne ed esterne; le competenze in informatica.

Per il profilo di Assistente Tecnico: gli obiettivi, gli strumenti e le funzioni dell’autonomia scolastica; la funzionalità e la sicurezza dei laboratori; la gestione dei beni nei laboratori dell’istituzione scolastica; il supporto tecnico all’attività didattica per la propria area di competenza; la collaborazione nell’attuazione dei processi di innovazione dell’istituzione scolastica; la collaborazione con l’ufficio tecnico e l’area amministrativa; le nozioni di base sulla gestione della disabilità.

Per il profilo di infermiere, guardarobiere, cuoco: gli obiettivi, gli strumenti e le funzioni dell’autonomia scolastica; il proprio ruolo nell’organizzazione scolastica; la qualità del servizio; il supporto tecnico e la gestione dei beni; la rilevazione dei rischi e delle condizioni igienico-ambientali.

Per l’Area formazione DSGA, infine: la gestione del bilancio della scuola e della rendicontazione; le relazioni sindacali; la nuova disciplina in materia di appalti pubblici (D.Lgs. 50/2016) e gli adempimenti connessi con i progetti PON; la gestione delle procedure di acquisto attraverso il mercato elettronico; la disciplina dell’accesso alla luce delle recenti innovazioni normative; la gestione dei conflitti e dei gruppi di lavoro; Il proprio ruolo nell’organizzazione scolastica e la collaborazione con gli insegnanti e con il dirigente scolastico nell’ambito dei processi d’innovazione della scuola (organico dell’autonomia, piano nazionale di scuola digitale, PTOF, RAV ecc.);la gestione amministrativa del personale della scuola.

La consapevolezza effettiva di quanto il personale ATA deve essere sempre più coinvolto nelle azioni didattiche e nei processi di accompagnamento dei discenti, in una logica inclusiva totale, trova riscontro concreto, ad esempio, nel ruolo specifico che occorre assegnare in merito all’elaborazione del PEI per gli alunni diversamente abili e non solo. Il riferimento è all’art. 41 co 3 del CCNL, che sostituisce il primo capoverso dell’art. 53, co 1 del precedente contratto del 2007, riguardante la modalità di prestazione dell’orario, l’orario di lavoro flessibile, la programmazione plurisettimanale dell’orario, la turnazione ecc. Tale capoverso è così sostituito: All’inizio dell’anno scolastico, il DSGA formula una proposta di piano delle attività inerente alla materia del presente articolo, in uno specifico incontro con il personale ATA. Il personale ATA, individuato dal dirigente scolastico anche sulla base delle proposte formulate nel suddetto incontro, partecipa ai lavori delle commissioni o dei comitati per le visite ed i viaggi di istruzione, per l’assistenza agli alunni con disabilità, per la sicurezza, nonché all'elaborazione del PEI ai sensi dell'articolo 7, comma 2, lettera a) del D.lgs. n. 66 del 2017. Nel sottoscritto contratto, cioè, vengono indicate specifiche mansioni riguardati il personale ATA, viene disposta la sua partecipazione attiva e viene recepito quanto previsto dal D. Lgs 66/17 in merito alla modalità di elaborazione del Piano Educativo Individualizzato. Alla lettera a) del comma 2, art. 7 di tale decreto, infatti, possiamo leggere che il PEI è elaborato e approvato dai docenti contitolari o dal consiglio di classe, con la partecipazione dei genitori o dei soggetti che ne esercitano la responsabilità, delle figure professionali specifiche interne ed esterne all'istituzione scolastica che interagiscono con la classe e con la bambina o il bambino, l'alunna o l'alunno, la studentessa o lo studente con disabilità, nonché con il supporto dell'unità di valutazione multidisciplinare.

Comprendiamo bene, dunque, quanto la formazione specifica abbia un peso rilevante e superi di gran lunga vecchie logiche del passato che, tutt’al più, accostavano personale Ata e alunno diversamente abile semplicemente sul tema dell’assistenza materiale.

Argomenti e tematiche complesse, come si evidenzia, che necessitano di aggiornamenti e costanti monitoraggi, che vengono richiesti da più parti e, sempre più da un personale, spesso smarrito, dinanzi ai cambiamenti bruschi e a ricaduta dall’alto che avvengono sulle Istituzioni scolastiche, nell’iter solito e consueto dal macro al micro sine conditio. Sovente le scuole e i Dirigenti scolastici non riescono ad avere la giusta misura tra esigenze singole e teorizzazioni normative imposte. In questi anni sicuramente si è realizzato molto; tanti segmenti formativi si sono svolti nell’ambito di singole Istituzioni scolastiche, di reti di ambito o scopo, tra incontri in presenza, da remoto e con attività in piattaforma.

Ancora manca, però, probabilmente, nonostante gli sforzi, la strutturazione unitaria e organica di una vera e propria infrastruttura di formazione, e soprattutto, di addestramento per il personale Ata costretto a fronteggiare in prima linea emergenze e istanze quotidiane all’interno della propria postazione di lavoro: non sempre quanto appreso in attività di formazioni teoriche di aggiornamento in servizio viene accompagnato da un reale supporto ad hoc di addestramento circa i compiti e le necessità richieste.

Ciò vale soprattutto sia per i numerosi lavoratori Ata collaboratori scolastici che cambiano profilo e mansionario al successivo anno scolastico svolgendo il ruolo di assistente amministrativo, quasi mai preparati e adeguatamente formati per il nuovo lavoro, che vanno- purtroppo- ad accrescere problemi di segreterie già disastrate e sottodimensionate, e vale anche per i tanti supplenti che si avvicendano ad anno scolastico avviato, senza alcun tipo di informazione in merito sul fronte dei collaboratori scolastici in primis. Figurarsi se è possibile per essi discorrere di formazione o addestramento.

Occorrerebbe, pertanto, anche su questo tema complesso, ancora una volta una riflessione seria da parte di tutti i soggetti coinvolti sulla necessità di realizzazione di un “legamento logico” tra quanto avviene dall’universale al particolare, ovverossia tra tutto ciò che la normativa prescrive e tutto ciò che è possibile effettuare in nome dell’autonomia scolastica.


Di Alessandra Scamardella


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